Bisignano è una terra a
forte vocazione religiosa. Già nell’ VIII secolo risulta essere
sede vescovile, con la presenza del Vescovo Anderamo,
probabilmente nativo della stessa
Bisignano.
San Francesco d’Assisi, che mise la Calabria tra le nove
province madri (1219), proprio in nome della posizione e
dell’importanza che Bisignano rivestiva, decise di inviare il
Beato Pietro Cathin per costruire in questo territorio l’attuale
convento della Riforma, la cui data è riportata su una colonnina
del chiostro tuttora esistente (1222). Ma da un punto di vista
religioso la città è senz’altra legata al nome di Sant’Umile,
che ancora oggi a distanza di quasi quattrocento
anni suscita sentimenti di profonda fede. Nacque nel quartiere S.
Pietro il 26 agosto del 1582 e dai documenti notarili del tempo la sua
famiglia apparteneva al secondo ceto, quello degli onorati. Fu
accolto tra i frati Minori solo all’età di ventisette anni
perché la sua famiglia aveva bisogno del suo lavoro per il
proprio sostentamento, data la prematura scomparsa di suo padre
e l'aumento di numero con il secondo matrimonio della madre. In
questi anni in cui condusse vita laica ebbe come
guida
spirituale il suo parroco, don Marcantonio Solima, che più volte sperimentò la sua purezza e la sua santità. Nel 1609 fu
accolto prima nel convento di Dipignano, per poi svolgere l'anno
di noviziato a Mesoraca. Nei ventisette anni di vita religiosa i
suoi confratelli ebbero modo di vivere da vicino e di raccontare
(se ne trova riscontro nelle testimonianze raccolte dopo la sua
morte), gli innumerevoli episodi sovrannaturali che videro per
protagonista S. Umile. In particolare si fa menzione delle
continue estasi in cui il Santo si sollevava da terra assorto
nella contemplazione di Dio, delle previsioni di eventi lontani
nel
tempo, dei colloqui con la Madonna e delle guarigioni. Il
periodo più intenso della sua vita fu senz'altro quello che va
dal 1621 ai primi anni trenta. La fama di santità arrivò fino a
Roma, tanto che ben due Papi vollero sperimentare di persona le
sue virtù e tenerlo con loro come consigliere. I due Papi furono
Gregorio XV prima e Urbano VIII poi. In questi anni soggiornò
anche per alcuni periodi a Napoli nel convento di S. Croce. Nel
1632 è definitivamente in Calabria, costretto al rientro da Roma
a causa di problemi di salute. Morì a Bisignano nell'attuale
convento della Riforma il 26 novembre del 1637. Venne Beatificato da Leone XIII nel 1882. Solo dopo un lungo processo che ha attribuito
all'intercessione di S. Umile la guarigione del bisignanese
Francesco Mauro, avvenuta nel 1885, Papa Giovanni Paolo II lo ha
canonizzato in Piazza San Pietro il 19 Maggio 2002, domenica di
Pentecoste. I giorni dedicati al
culto di S. Umile sono il 26 novembre e l'ultima domenica di
agosto.